Il luogo dove riflettere liberamente, insieme a invitati di prestigio, su come costruire tutti insieme un mondo migliore

Conoscere e imparare. Sfuggire da semplicità e visioni statiche. Affrontare la complessità totale. Dialogare. Riflettere. Rendere visibile. Costruire. Sono i pilastri che sostengono il Social Forum del Rototom Sunsplash. Uno spazio per ascoltare e parlare, senza limiti tematici, di cultura, ambiente, economia, diritti umani, pace, movimenti sociali. Sui conflitti. Sulle crisi politiche e umanitarie ma anche sulle soluzioni e le alternative. Sul presente e sul futuro. Sulle realtà che convivono in uno medesimo pianeta e che, a volte, risultano sconosciute. E tutto questo per mezzo di voci esperte, anonime o no. Di protagonisti in prima linea. Di coloro che scommettono su una svolta per cambiare la direzione. Promotori di questi altri mondi possibili.

Nelle varie edizioni del Social Forum sono passati molte personalità. Dai Nobel per la Pace Rigoberta Menchu e Shirin Ebadi, fino all’ultimo premiato dall’accademia svedese che ha partecipato al festival nell’edizione 2017 Mohamed Ben Cheikh. L’ideologo della modernità e sociologo Zygmunt Bauman e l’attivista ambientalista Vandana Shival’economista e politologo egiziano  Samir AminChristian Felber, economista austriaco e ideologo dell’Economia del Bene Comune fino ad un ampio elenco di giornalisti: l’egiziana  Mona Eltahawy e l’israeliana Amira Hass; gli spagnoli Ignacio Ramonet – direttore di Le Monde Diplomatique – e la ex corrispondente di RTVE (Radiotelevisión Española) Rosa María Calaf; l’italiano Giulietto Chiesa e Sami Al-Ajj, giornalista di Al-Jazeera.

A queste voci se ne uniscono molte altre, rappresentanti di diversi movimenti sociali, professioni e ideologie, collettivi che sommano diversità e pluralità a questo spazio di dibattito. Voci come quella del filosofo e saggista spagnolo Antonio Escohotado, conosciuto per le sue ricerche sulle droghe che esprime nel suo “Storia Generale delle Droghe”, referente in questo campo, o quella dell’altro filosofo, questa volta cileno,  Claudio Naranjo. Hanno inoltre parlato e scambiato punti di vista con il pubblico i lama tibetani Thubten Wangchen y Geshe Lobsang PendeDavid Couso, fratello del reporter grafico José Couso, morto a Bagdad (Iraq) nel 2003 raggiunto da un proiettile sparato da un carro armato dell’esercito statunitense; il sacerdote italiano Renato Kizito Sesana e il parroco e sociologo belga François HoutartEsteban Ibarra, del Movimento Contro l’Intolleranza; il matematico e político italiano Furio Honsell;  Cindy Sheehan, attivista pacifista statunitense e madre di un soldato assassinato in Iraq nel 2004, delineano un’estesa lista di nomi per un Social Forum che continua a sommarne.

Programas
Video
Notizie